Faq di Italia Civile
Relativamente poco: il minimo del CCNL
Il rapporto di lavoro domestico, che comprende figure come colf, badanti e baby-sitter, è una forma di lavoro subordinato con caratteristiche specifiche legate al particolare rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore, nonché alla natura dell’attività svolta, finalizzata esclusivamente a soddisfare le esigenze della vita familiare del datore di lavoro.
Rientrano nella categoria dei lavoratori domestici, oltre a colf, badanti e baby-sitter, anche cuochi, giardinieri, autisti e maggiordomi.
Il rapporto di lavoro domestico, sia per le colf sia per le badanti, è disciplinato dalla normativa vigente e dal CCNL del lavoro domestico (colf e badanti), sottoscritto il 28 ottobre 2025 dalle organizzazioni sindacali di categoria .
L’assistente familiare, o badante, si occupa sia delle attività domestiche – come la pulizia della casa, la preparazione dei pasti e la gestione della biancheria – sia dell’assistenza personale alla persona assistita, garantendone l’igiene, la compagnia e la sorveglianza. Inoltre, può occuparsi di favorire i rapporti con l’esterno, accompagnando o supportando la persona nelle relazioni sociali e quotidiane. In sintesi, il suo compito principale è assistere chi, per età o condizioni di salute, non è più in grado di provvedere autonomamente a sé stesso
L’assunzione regolare di una badante consente di beneficiare di specifiche agevolazioni fiscali. In particolare, è possibile dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, i contributi INPS versati, entro il limite massimo di 1.549,37 euro annui.
Qualora la persona assistita sia riconosciuta come non autosufficiente, alla deduzione dei contributi si aggiunge una detrazione d’imposta pari al 19% delle spese sostenute, fino a un importo massimo di 2.100 euro, a condizione che il reddito complessivo del contribuente non superi i 40.000 euro.
Il rischio è quello di incorrere in una denuncia penale per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, reato punito con la reclusione fino a tre anni e con una multa fino a 15.000 euro per ogni persona coinvolta.
Si può incorrere nel reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, che comporta una denuncia penale, con il rischio di reclusione fino a tre anni e di una sanzione pecuniaria fino a 15.000 euro per ciascuna persona favorita.
Sono necessari:
- documento di identità e codice fiscale del datore di lavoro;
- documento di identità, codice fiscale e (se cittadina extra UE) permesso di soggiorno valido della badante;
- contratto di lavoro e comunicazione di assunzione all’INPS.
Sì. La badante convivente vive presso l’abitazione della persona assistita e ha diritto a vitto e alloggio, oltre allo stipendio. L’orario di lavoro e i riposi sono regolati dal CCNL.
La badante può aiutare nella somministrazione dei farmaci solo se questi sono già stati prescritti dal medico e secondo le indicazioni ricevute. Non può in alcun modo modificare dosi o terapie, né svolgere attività di tipo sanitario riservate a personale qualificato.
Sì. In caso di ferie, malattia o assenza prolungata, è possibile assumere una badante sostitutiva con un contratto temporaneo, comunicando regolarmente l’assunzione all’INPS per il periodo necessario.
Sì. Anche la badante ha diritto a ferie retribuite, tutela in caso di malattia e al Trattamento di Fine Rapporto (TFR), come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico.
La badante svolge assistenza alla persona e supporto domestico. L’OSS (Operatore Socio Sanitario) ha una formazione sanitaria specifica e può svolgere mansioni di tipo assistenziale più qualificato, ma solo se impiegato tramite strutture o servizi autorizzati.