Badante convivente: come gestire al meglio il vitto e l’alloggio della badante in casa

Domande frequenti

Abbiamo già sottolineato l’importanza di scegliere la badante giusta. Non è facile, infatti, trovare la persona a cui affidare le cure dei propri cari.

Soprattutto, poi, quando l’assistenza avviene tutto il tempo a stretto contatto all’interno delle mura di casa.

Ma non è affatto raro che alle collaboratrici domestiche venga richiesto di convivere con l’assistito. In questo caso, il datore di lavoro dovrà sottoscrivere un contratto per badante convivente, tenendo conto di alcuni aspetti fondamentali

E tra questi ci sono il vitto e l’alloggio.

Se hai bisogno di assumere una badante leggi il nostro articolo dedicato. Italia Civile è sempre al fianco delle famiglie, per aiutarle anche con i più piccoli dubbi.

Scopriamo insieme in questo articolo come gestire al meglio il vitto e alloggio della badante, a seconda di situazioni ed esigenze diverse. Così da non commettere errori!

Badante convivente: chi è e cosa fa

Spesso e volentieri, a causa del lavoro e dei ritmi frenetici della quotidianità, i familiari non riescono a prendersi cura dei più anziani della famiglia. Soprattutto se si tratta di persone non autosufficienti.

Ecco perché si affidano al sostegno di una collaboratrice domestica, che viva in casa con l’assistito così da poter fornire le cure frequenti di cui ha bisogno.Si parla di badante convivente, infatti, quando la sua presenza è continuativa, di giorno e talvolta anche di notte. Naturalmente, con i dovuti momenti di pausa e di riposo.

Il contratto della badante con vitto e alloggio

Ci teniamo subito a specificare che, pur essendo convivente, la badante non può e non deve lavorare 24 ore su 24.

Secondo il CCNL (Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro), le ore di lavoro settimanali della badante convivente sono al massimo 54. Le spettano, poi, di diritto:

  • 2 ore di riposo giornaliero;
  • 11 ore di riposo continuativo nelle 24 ore in corrispondenza della notte se lavora di giorno;
  • 36 ore di riposo settimanale, che di solito corrispondo alla domenica. 

Il riposo è un diritto irrinunciabile ed è nell’interesse di tutti che la badante venga messa nelle condizioni migliori per poter svolgere le proprie mansioni.

Il datore di lavoro può accordarsi direttamente con lei sul modo e sui tempi di gestione dei sui riposi, nel rispetto delle esigenze dell’assistito, chiaramente.

Vitto e alloggio: cosa sono

Quando le cure riguardano una persona non autosufficiente, è sempre meglio non rischiare. Ecco perché una badante convivente può essere la scelta migliore.

Se si opta per una soluzione di questo tipo, il datore di lavoro dovrà rispettare alcuni termini contrattuali non negoziabili, ossia il vitto e l’alloggio.

Si tratta non solo di benefici, ma di necessità. Questo perché la badante convivente è chiamata a svolgere servizi di sorveglianza e assistenza continuativi. Proprio per questo motivo deve essere agevolata nel suo ruolo.

Vediamo nello specifico in che modo.

Il vitto

Per vitto si intende il rifornimento di cibo sano e nutriente per soddisfare le esigenze giornaliere della badante. Stando sempre a quanto citato nel CCNL, le spettano tre pasti completi al giorno per garantirle un’alimentazione sana.

Il costo del vitto per la badante non deve essere sottratto alla sua retribuzione mensile. 

Come abbiamo detto, si tratta di diritti contrattuali ai quali il datore di lavoro non può porre dei vincoli.

Infatti, il vitto va considerato come parte della retribuzione totale e non come un elemento secondario.

L’alloggio

L’alloggio è un aspetto fondamentale per le collaboratrici domestiche che offrono un’assistenza continuativa, anche durante la notte.

Se ci fermiamo un attimo a riflettere, tutte le collaboratrici domestiche conviventi trascorrono gran parte della loro vita all’interno di un’abitazione altrui.

Avere un luogo in cui potersi rilassare, nel rispetto della propria privacy, è di cruciale importanza per l’umore e la salute mentale della badante convivente.

Ecco perché il datore di lavoro deve garantirle uno spazio dignitoso, pulito e confortevole, dove poter recuperare le energie al meglio.

L’indennità sostitutiva di vitto e alloggio

A questo punto, potrebbe sorgere spontanea una domanda.

Se la badante convivente è in ferie, non può usufruire del vitto e alloggio, che sono parte integrante del suo stipendio. Dunque, che succede?

Entra in gioco l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio.

Questa altro non è che una somma a sostituzione del visto e dell’alloggio giornaliero a cui la badante ha diritto per contratto.

Nel 2024, questa indennità è stata fissata dalla legge a 6,52 euro al giorno

Volendo entrare nel dettaglio:

  • per i tre pasti giornalieri il totale è 4,56 euro
  • per l’alloggio è 1,96 euro

Ecco allora che, sommando le due cifre, il totale giornaliero dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio è pari a 6,52 euro.

Se la badante sarà assente per un’intera settimana, questa cifra va moltiplicata per tutti e sette giorni. Specifichiamo che l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio andrà sommata alla sua retribuzione ordinaria mensile.

Può accadere anche, che la badante usufruisca di uno solo dei benefici, solitamente il vitto. In queso caso, l’indennità sostitutiva andrà calcolata solo per il beneficio non goduto in natura.

Risolvi ogni dubbio o richiesta con Italia Civile

Diventare datori di lavoro implica molto doveri e responsabilità.

E quando si tratta di scegliere e assumere una badante convivente, queste responsabilità ricadono anche su altre persone, come gli anziani non autosufficienti della famiglia.

Consapevoli della delicatezza di queste decisioni, noi di Italia Civile siamo sempre a disposizione dei nostri clienti, per chiarire qualunque dubbio abbiano. 

Non esistono domande banali quando si tratta della propria casa e dei propri familiari. 

Se c’è un problema, Italia Civile è pronta a cercare la soluzione migliore per ogni esigenza.

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